FUGA NELLA LIBERTA’ (DALLA LIBERTA’ DEL “BUON NATALE”)
di Matteo D’Agostino
Anch’io a volte vedo i regali di Natale.
Sono tutti impacchettati e colorati e risplendono sotto aghi di pini strappati alla vita.
Se mi accovaccio a terra ne colgo uno e lo stringo forte.
Tutti aprono i loro regalini ed io lo stringo al petto e odoro la carta scricchiolante. Sul tavolo stanno gli altri e bacini e bacini e auguri e auguri e poi mi chiamano e cantano happy Christmas.
E guardo sotto al tavolo il tappetino rosa e consumato e mi vien da odorare il tappetino e mangiarne le zecche di cane stecchite. E INVECE SORRIDO E mi cullo e dondolo tra la folla l’ennesimo ”buon natale” e ”tu scendi” e i bambini dicono ”dalle scale”.
E io dondolo e rido e poi piango sotto al tavolo di dove è lo sguardo scodinzolante del cane.
E io canto e dondolo insieme alla folla che abbaia.
E che posso fare più che sorridere? E ve la prendete con me perché sono incoerente?
Ma la coerenza è qualità divina e io sono come il cagnolino puzzolente e zeccato. E se lui non vuole salire e aprire il suo regalo è perché non gliel’hanno fatto.
Ma eccolo lì il cane dotato di doni che abbaia e sorride e canta ”buon natale” pure lui e dondola di abbracci e canti stonati e sconosciuti.
E poi un personaggio famoso ti dice in tv che i bambini dell’Africa muoiono alla faccia dei doni e tu piangi, ma poi ridi e ridi ugualmente.
E ti dondoli.
E il cane canta la stella lo stesso.
E tu apri il tuo dono e dentro ci trovi solo un’unghia rosata, che sa di tappeto e di fogna. E poi via a mangiare la torta.Io amo il cane ma puzza e il dolce oggi è così dolce che voglio lasciarlo in tavola e guardarlo mentre scompare e poi deglutirlo tra i ” Silent night”.
E se un indovino entrasse qui proprio in questo momento gli chiederei di indovinare chi sono e lui fuggirebbe impaurito dal mio sguardo buio e benigno, nobile e dolce, caldo e gustoso, irritante e affamato, di che poi?
Peccato che capisco tutto e tu nulla,
peccato che per far capire ciò che provo dovrei scriverti in tutt’altra maniera.
Ma poi, in fondo, che importa?
Nessuno comprende e siamo tutti schiavi di un Dio che non c’è.
Ma vogliamoci bene e abbasso la guerra del Golfo











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