La vergognosa campagna di Cappuccetto Cicchitto continua su Mediaset per mezzo del peggior organo di (dis) informazione dell’orbe terracqueo: Studio Aperto.
Una vergogna senza fine.
Osservare la tazza del cesso sporca, dopo la visione di Studio Aperto, può lenire i dolori intestinali da essa provocati.
Vi riporto il video di uno stralcio di una delle tante puntate che il sempre a disposizione Bruno ha dedicato al caso Marrazzo e poi alla morte della trans Brenda. Metodi da Gestapo. Mancava solo la lampada puntata negli occhi e gli elettrodi posizionati sui testicoli.
Quando invece è ospite il suo padrone, tanto per dire, carta bianca e monologhi a fiume permessi all’ospite.
Mai un appunto sulle migliaia di balle che Berlusconi ha raccontato in questi anni agli Italiani.
Almeno riguardo il famoso “Contratto con gli italiani”, pienamente disatteso, una puntatina per fargli i conti la si poteva fare… o no?
Un gran bel comunista, fra l’altro.
Di stile putiniano o tardo-sovietico, se preferite.
Insomma, basta pensarci un attimo.
Populismo a manetta.
Purghe per i giornalisti che fanno il loro lavoro. E che quindi raccontano per filo e per segno tutto il suo passato, compresi i rapporti con la mafia e l’illegalità eretta a totem del suo pensiero.
Proprietario o controllore dei principali mezzi di comunicazione di massa.
Programmatore della disinformatija.
Assoggettamente della televisione, sovrana nel formare un opinione politica nella popolazione.
Gli elementi (tutti ex comunisti o socialisti) di cui si è circondato negli anni: Vittorio Sgarbi Giuliano Ferrara Paolo Liguori Carlo Rossella Umberto Bossi Sandro Bondi
Paolo Bonaiuti Maurizio Sacconi Fabrizio Cicchitto Daniele Capezzone - era un radicale, ma è giovane, farà in tempo a diventare comunista.
Mi fermo qui, ma se ci penso me ne verrebbero in mente tanti altri.
Come credo anche moltissimi altri cittadini italiani, sono un tipo molto curioso soprattutto per quanto riguarda la gestione della cosa pubblica. Pertanto credo sia un dovere che i nostri rappresentanti eletti fughino ogni dubbio o cosa poco chiara che possa adombrare il loro operato o il loro passato. Qualsiasi cosa possa macchiare la loro reputazione. Beninteso per macchiarla, bisogna prima averla una reputazione.
Ho deciso quindi di fare tutte quelle domande che mai nessuno dei preposti giornalisti ha il coraggio o può permettersi di fare. Solitamente sono domande, le mie, riprese da quei pochi giornalisti che tentano di fare informazione e di dare le notizie nell’interesse della collettività, ma che per ovvi motivi non viene data loro la possibilità di fare le domande giuste al momento giusto, alla persona giusta. Cominciamo con il padrone d’Italia.
SECONDA DOMANDA
Cavaliere, che ci faceva con un mafioso in casa negli anni ’70?
Come può fare una buona badante per mettere a tacere le voci sul suo assistito che ne combina di tutti i colori? Se non riesce a tener a freno le sue bramosie sessuali, dette anche “ultime cartucce da sparare”?
Fuor di metafora, come fa un “giornalista-pompiere”, a libro paga (Vespa lavora anche per Mondadori), a spegnere le fiamme dello scandalo di un premier-datore di lavoro che va a puttane, mentre si professa difensore della famiglia tradizionale cristiana e a detta della moglie “frequenta” minorenni?
Semplice! Ci fai un libro, edito dalla casa editrice di proprietà dell’autore degli scandali, e fai l’apologia di tutte le sue debolezze.
E così prendi carta, penna e calamaio e verghi un cinquecento paginette in cui rifai la storia del mondo mettendo bene in luce che tutti i più grandi uomini della storia, ma proprio tutti, i migliori, non riuscivano a tenersi l’uccello nelle mutande di fronte a una bella donna.
Praticamente, in sunto, per Bruno il mondo così come lo conosciamo è stato forgiato da maniaci sessuali, puttanieri, pseudopedofili e traditori incalliti.
Vedete? Vedete? Non è solo Silvio. Così fan tutti.
Insomma, se il vecchietto fa la pipì fuori dal vaso cosa puoi fare?
Semplice, chiami Bruno!
Il giornalista-pompiere-dipendente sempre a disposizione.
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