IL MARCIO SU ROMA

di stefano facci

Cari itaglioni,
come sapete sto per organizzare una sagretta in piazza a Roma per ribadire che l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio, che la giustizia funziona a orologeria, che i giudici sono comunisti e talebani, che la stampa è tutta manovrata dai comunisti, che la televisione, la scuola, le università, gli ospedali sono tutti in mano ai bolscevichi, che Santoro è fazioso, che Travaglio è un fomentatore d’odio e che Di Pietro si è laureato grazie alla CIA che gli comprava gli esami all’università; insomma ci siamo capiti il solito disco; o preferite l’ultimo di Apicella? L’unico comunista che mi sta simpatico, a parte quello morto, è Giorgetto che vien dal Colle. Mai conosciuto un vecchietto così disponibile a soddisfare i miei desideri. E sì che in questi quindici anni di vecchietti me ne son fottuti a milioni. Ma lui ha qualcosa di speciale. Nemmeno il tempo di fargli correre sotto il naso una leggina di quelle mie, anche a mezzanotte, e lui firma tutto. Mai visto una stilografica così veloce. Un record! Comunque, come vi dicevo, vi aspetto oggi a Roma anche per mandare a quel paese quel maledetto new-comunist di Fini. Che delusione quel ragazzo! Quando l’ho conosciuto ci facevamo di quelle cante ad Arcore sulle note del Ventennio! Da qualche tempo invece ha cominciato a dire che gli immigrati hanno gli stessi diritti dei cittadini italiani, addirittura che hanno la stessa dignità di tutte le persone; li ha chiamati persone, capite?! Poi va in Israele e condanna le leggi razziali e i crimini commessi da zio Benito e camerati. Poi dice che le rivelazioni di Spatuzza sono una bomba atomica. Poi che le veline candidate non le vuole vedere. A Gianfra’, ma che me sei diventato pure frocio?? Insomma, cari ri-itaglioniti, oggi voglio vedere milioni di persone in piazza a invocarmi come lo Spirito Santo. E quando finalmente apparirò sul pulpito, voglio vedere le vostre facce trasfigurate in adorazione come Maria sul Golgota ai piedi della Croce. Fatemi sentire il vostro affetto, il vostro amore!

Per contattare gli organizzatori manda una e-mail a :
portatorinanidilibertàprovvisoria@capezzone.com

Oppure vai sul sito:
www.piegatienonurlare.it

Agevolazioni per la trasferta per fasce d’età:

PER TUTTI DA 0 A 15 ANNI:
Viaggio andata e ritorno, vitto e alloggio per una notte = tutto gratis***
***piccola clausola: solo per quelli accompagnati unicamente dalla mamma che deve essere: di età inferiore ai 45 anni, single, divorziata, separata, ragazza madre, comunque sentimentalmente libera e totalmente disinibita; di bella presenza; candidabile anche subito.

PER LE MAMME DEI RAGAZZI DA 0 A 15 ANNI:
Come sopra riportato, tutto gratis. Per le più meritevoli, viaggio di sola andata***, soggiorno a palazzo Grazioli a tempo indeterminato, ripassatina sul lettone di Putin, collaudo del nuovo lettino di Napoleone; a fine test possibile candidatura alle prossime elezioni, salvo ingerenze di FareFuturo o interferenze di qualche finiano del cazzo.
***il figlio accompagnato verrà custodito sottochiave in uno dei delizioni lager allestiti per l’occasione.

PER TUTTI I PENSIONATI:
Viaggio GRATIS di sola andata in pullman da 50 posti appositamente adeguato per trasportarne 80/90; panino con mortadella e mezzo bicchiere d’acqua tiberina; dopo la manifestazione una mela a testa. In dotazione: maglietta con la scritta MENO MALE CHE SILVIO C’E’ con sottotitolo (E NON FA MALE…); bandierina con simbolo del PDL su sfondo nero; cappellino con la scritta “L’AMORE VINCE SEMPRE SUI COMUNISTI”.
Ritorno: cazzi vostri.

FEMMINE DA 16 ANNI E ANCORA LAVORATRICI:
Ovviamente tutto gratis; aviotrasporto, soggiorno, lettoni, ripassatine, candidature, possibile assunzione come giornaliste Raiset, ballerine, meteorine, letterine, gieffine, zoccoline.

MASCHI DAI 16 ANNI E ANCORA LAVORATORI CONTRIBUENTI:
Cazzi vostri. Ah, dimenticavo: “Continuate così!”

GIORGIO PONZIO SALVANANO. LA FECCIA HA RISALITO IL POZZO.

di stefano facci

Oggi mi sento particolarmente sereno. Mi sono trascinato fuori dalle coperte ad un orario decente, ho fatto una puntatina in bagno rigenerativa, ho messo il naso fuori dalla finestra e ho sentito che fa freddo, sì, ma c’è anche un gran bel sole. Ho visto che i televisori di casa erano spenti e ho capito che quella è cosa buona. Che sono un elegante e moderno mobilio che in casa ci stanno decorosamente, tutto sommato. Un po’ come quei pacchi di libri finti che si vedono in bella mostra sulle librerie dei mobilifici. Sai che è tutto fasullo, ma a volte, anche le persone che ci stanno attorno, finita la prefazione, ti lasciano scorrere fra le righe del loro quotidiano lasciandoti un effimero gusto di acerbo. Bevuto il caffè sfogliando Piazza Grande di ieri sul FQ, con gli occhi ancora fessurati mi son diretto verso il portatile, dove ieri sera ricordavo che stavo guardando qualcosa prima che calassero le tenebre sulla ragione. Apro lo schermo, mi connetto, vado su youtube e ritrovo questo video di SkyTg24. Giorgio ha firmato. Non ricordavo dove eravamo rimasti con la saga fino a ieri. In un batter d’occhio ho fatto mente locale. Eravamo rimasti che il governo presentava un decreto per rendere legittimo l’illegittimo. Giorgio, 85 anni fra 3 mesi, campano, in meno di due ore firma la fine di tutto. Da oggi possiamo stare un po’ più tranquilli perché tutto è allineato in modo ancestrale. Non c’è più pericolo per la democrazia, come si diceva, perché non siamo più in democrazia. C’è pericolo di un nuovo regime, si diceva, ma non c’è più pericolo: ci siamo. Lo stato di diritto rischia di morire; ma quale rischio se lo abbiamo già sepolto ieri? Dobbiamo essere più sereni e tranquilli e anche decisamente sollevati. Sappiamo che non servirà più scendere in piazza a protestare, magari vestiti di viola, forse perché non si potrà più manifestare.
Tutte le nostre paure, i nostri timori per il futuro, le incertezze che preoccupano i genitori dei più giovani devono acquietarsi perché ciò che ci è già sfuggito di mano non possiamo più perderlo.

Immaginate un pescatore al lago, con la sua barchetta, che appena tirato su un bel pesce lo stringe emozionato e timoroso fra le mani mentre cerca di togliere l’amo infilzato nelle carni del povero catturato. Immaginate chi volete essere, se la preda o il predatore. La preda, rassegnata, presa, braccata, con l’ultimo respiro tenta di dare due colpi di coda con tutta la forza che le rimane, per tentare di sfuggire all’esperta morsa del carnefice. Il predatore, col cuore in gola per l’emozione di aver dato un senso alla sua “caccia”, per essere sul punto di sedare quella sua bramosia, quel suo istinto primordiale che lo vuole primeggiare fra gli esseri viventi (o forse almeno fra i primati…); quella paura fottuta che da un momento all’altro un’incertezza, un tremolìo, una minima distrazione possa fargli sfuggire la sua scivolosissima vittima dalle mani.
Avete deciso chi volete essere?
Non c’è scelta.
Noi tutti siamo il pescatore. Ma non nel momento in cui tentiamo di tenere stretta la preda scivolosa fra le mani sporche e sudate.
Noi siamo il pescatore che, accasciato sul bordo della barchetta, per un solo velocissimo istante riesce a scorgere il pesce che gli è appena sfuggito dalle mani inabissarsi con un frenetico sbatter di coda fra gli abissi profondi del lago. Per scomparire. Per sempre.
E questo grazie anche alla firma di ieri dell’ottuagenario Giorgio. Forse l’ultimo presidente libero di questa fogna di repubblica.

La crescita esponenziale

 di Alberto Ballardin

La crescita esponenziale

salute e buona vita a tutti…..

Un Maragià indiano, per saldare un debito di riconoscenza verso un saggio suddito, gli promise di soddisfare un suo desiderio.

Il saggio chiese un certo quantitativo di grano:quello che si ottiene mettendo un chicco sulla prima casella della scacchiera, due chicchi sulla seconda, poi quattro, otto, sedici, e così via raddoppiando. Il maragià restò stupito della modestia di quella richiesta e ordinò che venisse portata una scacchiera e un sacco di grano. L’incaricato a deporre i chicchi si accorse ben presto, già nella seconda fila di caselle, che si preparavano guai e che il sacco non sarebbe bastato, anche se dalla prima fila era andata via una quantità di grano molto modesta.

per avere il totale dei chicchi, basta moltiplicare due per sè stesso sessantaquattro volte;provate e vi divertirete:con i calcolatori in commercio farete prestissimo, ma il numero uscirà presto dal visualizzatore delle cifre, perchè il valore risultante sull’ultima casella della scacchiera ha una ventina di zeri e corrisponde al raccolto mondiale di grano per duemila anni! Secondo l’aneddoto, il maragià si trovò nella condizione di non mantenere la parola data o, in alternativa, di far tagliare la testa al vecchio saggio.

Mi sembra un esempio chiaro per descrivere l’andamento di

crescita esponenziale

della civiltà industriale, infatti per molto tempo non si sono notati gli effetti che questa poteva avere sulla vita di tutti gli esseri viventi, non erano evidenti. Ora di prove ne abbiamo moltissime:questo sistema sempre più in crescita è destinato a collassare.

All’inizio della rivoluzione industriale le risorse naturali erano abbondanti, addirittura non del tutto sfruttate e andavano a soddisfare le necessità di una popolazione numericamente contenuta. Oggi la situazione si è ribaltata mettendo in risalto una realtà dove le risorse naturali scarseggiano in modo significativo,  la popolazione è abbondante e richiede quantità sempre maggiori di risorse.

Questa situazione crea: povertà, fame, denutrizione e malattia. Conflitti e problemi sociali che colpiscono tre quarti del mondo; in forte aumento è anche l’ illegalità, il crimine e la corruzzione. La perdita di foreste, di terreno, di zone di pesca e di acqua dolce è alla base di molti conflitti nazionali e regionali 

 Per come la penso io è arrivato davvero il momento di fermare questo scempio cambiando in  modo radicale lo stile di vita e abbandonando molte di quelle “comodità” che hanno fatto di noi un popolo di frustrati con grossi problemi fisici e mentali, allontanandoci a poco a poco dalla natura, privandoci per questo anche dello scambio energetico ed emozionale. Ridimensionare i “consumi” e magari cominciare a definirli “UTILIZZI”. 

vi abbraccio forte….Alberto