La crescita esponenziale

 di Alberto Ballardin

La crescita esponenziale

salute e buona vita a tutti…..

Un Maragià indiano, per saldare un debito di riconoscenza verso un saggio suddito, gli promise di soddisfare un suo desiderio.

Il saggio chiese un certo quantitativo di grano:quello che si ottiene mettendo un chicco sulla prima casella della scacchiera, due chicchi sulla seconda, poi quattro, otto, sedici, e così via raddoppiando. Il maragià restò stupito della modestia di quella richiesta e ordinò che venisse portata una scacchiera e un sacco di grano. L’incaricato a deporre i chicchi si accorse ben presto, già nella seconda fila di caselle, che si preparavano guai e che il sacco non sarebbe bastato, anche se dalla prima fila era andata via una quantità di grano molto modesta.

per avere il totale dei chicchi, basta moltiplicare due per sè stesso sessantaquattro volte;provate e vi divertirete:con i calcolatori in commercio farete prestissimo, ma il numero uscirà presto dal visualizzatore delle cifre, perchè il valore risultante sull’ultima casella della scacchiera ha una ventina di zeri e corrisponde al raccolto mondiale di grano per duemila anni! Secondo l’aneddoto, il maragià si trovò nella condizione di non mantenere la parola data o, in alternativa, di far tagliare la testa al vecchio saggio.

Mi sembra un esempio chiaro per descrivere l’andamento di

crescita esponenziale

della civiltà industriale, infatti per molto tempo non si sono notati gli effetti che questa poteva avere sulla vita di tutti gli esseri viventi, non erano evidenti. Ora di prove ne abbiamo moltissime:questo sistema sempre più in crescita è destinato a collassare.

All’inizio della rivoluzione industriale le risorse naturali erano abbondanti, addirittura non del tutto sfruttate e andavano a soddisfare le necessità di una popolazione numericamente contenuta. Oggi la situazione si è ribaltata mettendo in risalto una realtà dove le risorse naturali scarseggiano in modo significativo,  la popolazione è abbondante e richiede quantità sempre maggiori di risorse.

Questa situazione crea: povertà, fame, denutrizione e malattia. Conflitti e problemi sociali che colpiscono tre quarti del mondo; in forte aumento è anche l’ illegalità, il crimine e la corruzzione. La perdita di foreste, di terreno, di zone di pesca e di acqua dolce è alla base di molti conflitti nazionali e regionali 

 Per come la penso io è arrivato davvero il momento di fermare questo scempio cambiando in  modo radicale lo stile di vita e abbandonando molte di quelle “comodità” che hanno fatto di noi un popolo di frustrati con grossi problemi fisici e mentali, allontanandoci a poco a poco dalla natura, privandoci per questo anche dello scambio energetico ed emozionale. Ridimensionare i “consumi” e magari cominciare a definirli “UTILIZZI”. 

vi abbraccio forte….Alberto

AjaxChat v0.3.3