OSCENITA’ DALLE DONNE DI ADRO. CHI SONO ORA I BINGO BONGO?

di stefano facci

Dopo quanto visto e ascoltato nella puntata di giovedì scorso ad Annozero si è finalmente materializzata quell’orda di razzisti che vive solitamente sopita nelle osterie e che coltiva il proprio personale orticello di odio fra le mura domestiche. Aver avuto una telecamera che riprendesse lo stato d’animo e le idee di quelle mamme è stato un incentivo per lo sversamento di una montagna di bile che va montando chissà da quanto tempo, fomentata da anni di bombardamenti mediatici imposti dal ministero della paura. Che a inscenare quell’orrendo spettacolo fossero delle signore, delle madri di famiglia, giovani donne con una lunga vita davanti ci dà il senso di cosa si stia radicando in quel profondo nord, in cui vivo, lontano dai riflettori della Roma distratta dalle chiacchiere che sta sempre a “guardarsi l’ombelico”. Così come si è visto ad Adro, anche nel vicentino si respira la stessa aria ed immagino in tutte le province del nord, visti i risultati elettorali. Quei fenomeni di intolleranza verso i “terroni” e i “negri”, per non parlare dei “culattoni” e degli zingari, fino ad oggi si son sempre limitati a goliardiche canzonature e battutacce da bar. Ora però qualcosa è cambiato. La legittimazione all’odio e al razzismo è arrivata per via democratica attraverso il voto popolare. Ho dei compaesani così ignoranti che non conoscono neppure il significato della parola razzismo. Io ci vivo in questo clima in cui l’ignoranza è innalzata a virtù, la scarsa capacità di linguaggio è difesa come un sacro simbolo di riconoscimento e l’avversione verso chi dimostra un minimo di cultura può essere figurata come il ripudio dei vampiri verso le corone d’aglio. E’ terribile sopravvivere in questa palude di trogloditi che ascoltano le tue argomentazioni con la bolla al naso, la clava in spalla e l’espressione del viso a forma di punto interrogativo, ma purtroppo la situazione mi sembra ormai irreversibile e destinata a sprofondare negli abissi della povertà umana.

Rivoluzione Italia

Quanto alla rivoluzione Italia o non Italia

poco cambia. Andremo avanti in questo perenne tornare indietro

fino a traformare la rivoluzione italiana in un’involuzione all’origine

o fino a tornare al principio.

Può avvenire questo evento? Può davvero capitare anche a noi

questa grandezza?

Chi ha un’idea dica la sua.

News Politica Italiana

news politica italiana

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News della politica italiana: on line la nostra nuova pagina:

http://www.pillolarossa.it/informazione-libera/news-politica-italiana

BERLUSCONI “PAGA” L’ENNESIMA CASA A DI PIETRO

di stefano facci

Ho letto che recentemente il tribunale di Monza ha condannato il Giornale a risarcire Antonio Di Pietro con la ragguardevole somma di 344mila euro per averlo consapevolmente diffamato con una serie di articoli artatamente costruiti per screditare la reputazione e la credibilità dell’ex PM. Come si sa il Giornale è un quotidiano della famiglia Berlusconi. Difficile capire se per un uomo con le disponibilità pari a quelle del premier sia più conveniente sborsare continuamente cifre esorbitanti per denigrare un odioso avversario politico o tenersi i soldi in tasca e combatterlo in modo lecito. Non è la prima volta infatti che organi di stampa di proprietà del Presidente del consiglio risultano soccombenti in vari procedimenti civili e penali aventi come reato contestato la diffamazione del leader IDV. Al di là delle beghe fra i due leader il fatto interessante è però un altro. La maggior parte delle calunnie rivolte a Di Pietro dalla testata di via Negri riguarda l’uso che il politico molisano avrebbe fatto dei rimborsi destinati al suo partito, ipotizzando che questi se ne impossessi illecitamente per acquistare case ed immobili che a dire del quotidiano diretto da Feltri sarebbero sparsi in tutta la penisola. Uso che però i tribunali, anche in passato, hanno più volte dichiarato perfettamente regolare. Insomma, un cane che si morde la coda. Più lo diffamano, più ottiene risarcimenti, più può investire in immobili. Vogliamo scommettere infatti che Di Pietro, a spese di Berlusconi, si “farà” un’altra bella villetta?

BERLUSCONI SFERRA L’ULTIMO ATTACCO: DIRETTAMENTE CONTRO DIO

di stefano facci

Se un uomo non riesce più a provare il piacere della vergogna, quel nobile sentimento che ci accomuna tutti e ci fa sentire fallibili e imperfetti e ci permette di non perseverare nei nostri errori, allora quell’uomo sta su una china che può portarlo a realizzare disastri incalcolabili. È come mettere un bimbo ubriaco e bendato alla guida di un caterpillar: quello che trova spiana. All’orizzonte un paesaggio lunare.

Se un uomo cattolico divorziato pretende di comunicarsi ricevendo l’eucarestia durante una funzione religiosa, pur sapendo di commettere un atto, diciamo così, illecito, quell’uomo non è più degno neppure di rispetto, poiché infrange le regole che egli stesso ha sottoscritto.

Un po’ come se un legislatore, mettiamo caso, un presidente del consiglio, infrangesse le leggi delle quali è artefice.

Il premier ha lanciato l’ultima sfida che gli rimaneva da fare. Quella contro Dio.
E la vincerà, statene certi.

IL FESSO CHE AVANZA

di stefano facci

 

Il cadavere del premier orange sta imputridendo a vista d’occhio e a sensibilità di un olfatto medio. Un’ombra di palle sta spuntando al Fini che, come da tempo immemore si era previsto, sta per sferrare l’attacco mortale alla escrementocrazia che ha nauseato il mondo nell’ultimo quindicennio.

Un attento osservatore degli ultimi anni della paludopoli italica a questo punto si chiederà: “Chi sarà il primo cretino del PD che in un batter d’occhio soccorrerà il cadaverino dell’omuncolo brianzolo?” Di solito toccava al collezionista di fiaschi D’Alema; ora però è giusto lasciare lo scettro e i gradi di salvanano al nuovo che avanza (o che è avanzato). Tocca quindi ad Andrea Orlando che si dice pronto subito ad imbandire un tavolo per discutere “dialogando” delle riforme della giustizia con Arcore. Come ha ricordato il magistrato Bruno Tinti, Orlando è anche in possesso di tutti i requisiti tecnici per potersi proporre come neo padre costituente, essendo addirittura in possesso del titolo di studio di maturità scientifica. Ora, essendo chi vi scrive in possesso di uguale titolo devo ammettere che, socraticamente, in base a quel percorso di studi, di legge e giustizia non conosco assolutamente nulla. Quindi ben che vada il giovane responsabile giustizia del Partito Decuius proporrà idee già espresse da altri (P2, o inciucioni alla D’Alema); male che vada porterà qualche sua balzana idea di giustizia frutto della sua totale ignoranza in materia.

Facciamoci come sempre gli auguri!!

 

P.S. Sabato c’è stato il funerale dell’ultimo berlusconiano galantuomo, Raimondo Vianello. Come molti hanno avuto la sfortuna di vedere in TV il nanetto è riuscito a speculare pure sulla disgrazia di un grande attore amato da tutti gli italiani. Si è così avverato uno dei taglienti aforismi di Montanelli sul pinocchio di plastica che comanda l’Italia: “Berlusconi è talmente vanesio che ai matrimoni vorrebbe essere la sposa e ai funerali il morto.” Mi auguro che il “vanesio” possa presto veder realizzata la seconda.