UMILIO vs SAVIANO: FENOMENOLOGIA DELLA MERDA SECCA

di stefano facci

Una ventina di giorni fa, era una domenica pomeriggio, sono andato a fare un giro in quella splendida cittadina che è Marostica. Una pennellata di classe su di un nordest dove domina la banalità grigia delle zone industriali, del cemento, della lamiera e del profitto. Lasciata l’automobile in un parcheggio incredibilmente non a pagamento mi sono incamminato verso la piazza principale, nota per la rievocazione storica della partita a scacchi, ma poi, giunto in prossimità della banca che troneggia sulla scacchiera, ho svoltato a sinistra dirigendomi verso il Sentiero dei Carmini che consente di risalire la collina che fa ombra sulla città. Era una domenica calda, più estiva che primaverile, nonostante il freddo di questi giorni lo renda ancor più incredibile. Fatto sta che, vestito un pochino di troppo e tendenzialmente destinato a soffrire ferocemente i primi accenni di calura, non appena iniziai a risalire lo splendido sentiero che serpeggiante fra gli ulivi si arrampica fino al castello superiore, mi ritrovai fastidiosamente inzuppato, manco stessi correndo. La salita è molto irta, più per muli che per uomini, ma ti consegna la forza di continuare quel classico romanticismo in cui ti ritrovi avvolto durante le fatiche della scalata. Avevo da poco oltrepassato la metà del percorso, che per quanto faticoso è pure francamente breve, e la meta stava ormai a portata d’occhio. Fra un passo mal posto e un respiro sempre più affannato notai che sul lato destro del tracciato vi erano degli escrementi di animale calpestati che qualche furbacchione di cane aveva ben pensato di inserire come ulteriore ostacolo delle umane fatiche. Dopo qualche istante, non mi spiego ancora adesso il motivo, ho avuto un imprevisto pensiero, uno di quelli che ti si fiondano nel cervello come un proiettile e non c’è verso di rimuoverlo senza averlo compiuto. Ebbene, dopo la visione di quel “regalino” di qualche fido simpaticone, pensai che al mondo vi sono uomini che valgono molto meno di una merda secca di cane calpestata.

Ieri il mio lunedì è iniziato di buon’ora col sottoscritto che si reca nel vecchio luogo di lavoro a ritirare le sue ultime spettanze. Ed ho pure dovuto incontrare per l’ultima volta certuni soggetti che da adesso in avanti, io, basta, ma basta davvero però.

Poi ieri il mio lunedì si è concluso a tarda ora col sottoscritto che si faceva un giro su Youtube e si beccava la nuova perla di Umilio contro Saviano.

Oggi però è martedì.
Un grigio, piovoso, freddo, meraviglioso martedì.