A MIA INSAPUTA – IL CASO SCAJOLA

di stefano facci

A mia insaputa

Il caso Scajola, se non porterà ad alcuna conseguenza penale per l’inconsapevole ex ministro, credo possa creare alcuni precedenti quantomeno tragicomici. Potreste essere raggiunti da qualche informazione (sperate non di garanzia…) che vi “illumina” sul fatto che, per esempio, i vari artigiani, giardiniere, elettricista, imbianchino, etc. che avete ingaggiato negli ultimi tempi, quando lavorano in casa vostra lo fanno per quattro soldi. E voi che vi vantavate con gli amici di essere dei fenomeni nel commissionare lavoretti domestici! Poi magari qualcuno vi ricorda che sempre voi siete il responsabile che valuta le varie proposte quando la vostra grossa associazione privata (sportiva o culturale o aziendale) oppure pubblica (comune, municipalizzata) deve appaltare interessanti commesse, succulente per gli stessi artigiani che vi hanno appena sistemato casa. E come non accennare alla via più che preferenziale, se non addirittura esclusiva, che alcuni responsabili degli uffici acquisti assicurano a particolari fornitori, ovviamente in cambio di adeguate ricompense. Quali che esse siano, le ricompense, questo è il sunto semplice semplice di come la corruzione nel nostro paese abbia raggiunto livelli endemici. Ce l’abbiamo proprio dentro, come un virus. L’unico deterrente, oltre ad una legislazione più severa, sarebbe il buon esempio delle classi dirigenti, che invece da una ventina d’anni ci stanno dimostrando di essere in larga parte marce fino al midollo. Tutto ciò è anche favorito dal fatto che il nostro paese non ha ancora trasformato in legge la direttiva europea anti-corruzione del 1999, e il perché pare piuttosto palese. Per chi si trovi in una posizione di potere è raccomandabile che si guardi bene da cosa gli succede intorno, giusto per non farsi “beccare” col sorcio in bocca. E’ soprattutto auspicabile che cominci a farsi qualche domanda quando troppe cose favorevoli cominciano ad accadergli in prossimità di sue scelte nell’assegnazione di “succosi” appalti. C’è un caso molto noto ed emblematico della sindrome del “a mia insaputa” inaugurata da Scajola, tipica dei rappresentanti del popolo, che ha colpito un anziano signore sulla cresta dell’onda nella politica nazionale dell’ultimo quindicennio. Questi si vantava di essere un impareggiabile tombeur de femmes e di esercitare un fascino irresistibile soprattutto su donne molto più giovani di lui, che inspiegabilmente, dinanzi al suo inebriante charme, rimanevano stregate e gli cadevano letteralmente ai piedi. Poi qualcuno lo prese da una parte e gli spiegò che tutte quelle graziose e servizievoli donnine erano regolarmente pagate da un aitante imprenditore che mirava ad ingraziarselo per ottenere dei benefici per le sue attività aziendali. Chissà come c’è rimasto male, poveretto.

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