Servitù volontaria

SERVITU’ VOLONTARIA E ANIMO UMANO

di Giacomo Leopardi by Maurizio Viroli

servitù volontaria leopardiRiguardo alla servitù volontaria Leopardi, che scrisse in un tempo in cui non esisteva in Italia alcuna forma di civile libertà, se non come nostalgia di secoli passati o aspirazione per il futuro, ci ha spiegato che il tratto principale dell’animo servile è la poca stima e il poco rispetto di sè e degli altri. Anche se può sembrare strano, i servi non hanno amor proprio; sentono di valere poco o nulla e quindi accettano di buon grado la loro condizione.

Questa è la servitù volontaria.

VIVERE E MORIRE

di Matteo D’Agostino

VIVERE E MORIRE


E’ difficoltoso comprendere perchè la libertà e le persone libere creino benessere e, nonostante questo, si tenda a rincorrere costantemente la schiavitù delle false formalità e necessità quotidiane che schiacciano pian piano l’uomo nella sua solitudine rassegnata…

La libertà implica quell’apertura mentale che porta l’uomo a sfiorare i luoghi più alti dello spirito.
Ed è proprio in quei luoghi che si giunge a mettere davvero in discussione se stessi e la propria esistenza e quindi magari anche a soffrire, ma di una sofferenza grandiosa che si identifica con l’abbandono all’essere e al destino del suo accadere.

Questa vita bellissima ed assurda appare per un poco, ci allieta, ci turba e poi ci abbandona come non fossimo mai stati nulla.
E forse noi, le nostre individualità, siamo davvero frutto di una percezione ingannevole.
Cosa distingue il me stesso dal te?
E cosa distingue davvero me dal mondo che mi circonda?
Cosa fa di me qualcosa di differente rispetto all’albero e alla montagna che mi sta dinnanzi?
In questa storia naturale che prosegue da miliardi di anni e oltre che cos’è accaduto nel passaggio dalla non vita alla vita?
E c’è davvero un qualcosa di sostanziale che separa il vivente dal non vivente?

Questa volontà di sentirci separati dagli altri e dal mondo circostante che ci sta davanti è… appunto… volontà.
Non può pretendere di rappresentare la verità. Pensiamoci.

Eppure temiamo così tanto di perdere la nostra individualità vivente, che abbiamo fatto della morte una tragedia più o meno incosciente che ci turba costantemente, rendendoci fragili e timorosi, di conseguenza chiusi ed egoisti.
Soffriamo di una forma di dolore distruttivo che si genera dalla nostra volontà inesausta, perchè vogliamo controllare l’essere, vogliamo dominarlo (con il terrore continuo di vedercelo scivolare dalle mani) invece che scoprirlo ed abbandonarci con atto di amore autentico ad esso.

Ed in questa pretesa di conservare la nostra vita ci riduciamo in uno stato tale di paura di perderla da arrivare inconsciamente a volerci scordare di noi stessi per mezzo di distrazioni, piaceri materiali, divertimento esasperato, violenze, droghe.
Tutto per dimenticare la solitudine che costringe e lacera il nostro cuore.

Ma poi…

Capita a tutti di conoscere un istante di libertà
il balenare di un pensiero autentico.
la compagnia di una persona vera.
E ci sentiamo colti da sensazioni di stupita felicità interiore.
Perché?
Cosa ci trattiene tutti dal non essere schiavi?
Che abbiamo tutti quanti?

Proviamo a rimembrare un momento felice della nostra vita.
Un attimo, magari anche pochi minuti in cui ci siamo sentiti liberi e abbiamo percepito una vera armonia con il tutto, un amore globale che si insinuava nelle nostre membra e ci riappacificava con l’essere.
Ma dopo poco… siamo tornati all’insensibile apparente tranquillità del nostro impaurito egocentrismo quotidiano.
E abbiamo perso un’altra occasione.

Proviamoci allora.
La libertà non è una conquista che si fa da un giorno all’altro.
Si può vivere una vita più o meno autentica.
Più o meno aperta alla scoperta e all’amore.
Ma se restiamo nella situazione egoistica di chi pensa solo ai propri scopi materiali, non la proveremo mai.
Avremo sprecato un’occasione appunto.

Un’occasione non nostra.
Perchè, come si diceva, l’essere individuale separato è una pura illusione…
Non saremo noi ma sarà la VITA ad avere perso l’occasione.
Sarà l’ESSERE ad averla sciupata.
Quell’energia grandiosa che, dopo millenni di tensione, ha avuto modo di trovare una forma di autocoscienza nell’essere vivente e ancor più profondamente nell’uomo.
L’uomo, che è comunque identico all’essere stesso, non qualcosa di separato da esso…

Un uomo che purtroppo rischia di fallire nel suo compito essenziale, nel suo destino che corrisponde ad un autentico abbandono all’auto-osservazione, all’amore vero che non è altro che amore dell’essere per se stesso…
E preferisce invece distrarsi nelle proprie false esigenze quotidiane.
Distruggendo il senso del suo essere comparso nel mondo..
E vivendo una vita “non degna di essere vissuta”.

Riappropriamoci di noi stessi.
Riscopriamo il senso di noi stessi nella natura e nell’altro.

Tiriamo fuori il coraggio di vivere una vita di ricerca, di libero pensiero, di creativa
pienezza di spirito.
Costi quel che costi.
L’occasione è unica.

Per non rassegnarci ad una “non vita” di comodo e socialmente apprezzato conformismo, educazione sociale, distrazione, piacere, frustrazione, disperazione, morte.

Viviamo il nostro essere senza volerlo acciuffare…

Respiriamo…

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Matteo (vivere e morire)
Non morirò
se per caso dovessi morire cercate di avvertirmi
se non dovessi comprendervi
ammazzatemi pure

Lo spaesamento sta diventando un destino mondiale

di Matteo D’Agostino

Quante volte mi capita di riflettere sull’indifferenza della società in
cui stiamo vivendo…

Mi chiedo che senso abbia tormentarci nelle nostre banalità quotidiane,
quando continuamente si protraggono situazioni di ingiustizia, di violenza,
di sopraffazione.
Quando al mondo, in ogni singolo istante, ci sono milioni di esseri
umani e non umani che provano sensazioni di dolore estremo, di
paura, di terrore, di angoscia, di fame, di sete, di rabbia impotente.

Che dire? Ci ho pensato spesso e mi rendo anche conto
che chi ci comanda è soddisfatto della nostra indifferenza,
perchè essa corrisponde alla non azione, cioè all’immobilità
in cui diventiamo tutti marionette del sistema, tutti esseri simili…
una massa di schiavi che si presumono liberi.

La nostra immobilità può sussistere solo mediante un regime di
informazione deviato che ci mantiene tutti ignoranti del mondo,
e di noi stessi.

E così diventiamo tutti uguali, non creativi, semplici robot, o bestie
da riproduzione, che vivono una vita già vissuta e già prevista.

“L’umano imprevedibile” è temuto e represso, mediante
svariati e razionali mezzi di emarginazione.
La persona leggermente più autentica viene ghettizzata e
chiamata insana di mente.

E soffre per la sua esclusione sociale.

Magari va da uno psicologo perchè sente l’insensatezza della propria
vita (sente una richiesta di aiuto ginugergli dal cuore).
E lo psicologo la aiuta ad imparare il modo più rapido per tornare ad
una vita serena cioè a quella che si chiama salute mentale =
vita socialmente accettabile = vita prestabilita = vita comoda = indifferenza.

A questo punto la sua autenticità è ormai gravemente compromessa,
ma le sofferenze apparentemente si sono ridotte (torneranno…).

Per cui di solito questa persona torna tra i ranghi in poco tempo e
riprende la sua vita da robot.
Una vita di quieta rassegnazione…
Una vita in cui i più si sentono liberi.
“Ma come” ….rispondono irritati…. “come puoi dire che non siamo liberi oggi?”
“Abbiamo raggiunto la libertà religiosa.”
“Abbiamo raggiunto la libertà sessuale.”
“Abbiamo raggiunto la libertà di pensiero.”
“Abbiamo raggiunto la libertà di stampa e di informazione.”

E così via…

Così si crede.

E così io intendo…:

Siamo ormai liberi di fare ciò che il sistema ci consente di fare

Liberi di dire ciò che il sistema consente di dire

Liberi di scegliere tra mille opzioni (prodotti) offertici dal sistema
attuale consumistico.

Quotidianamente svariegate “pillole di insensibilità” ci vengono
somministrate, per abituarci a non vedere, a non capire, a non provare
emozioni autentiche, a non percepire più il grido sempre più soffocato
della parte più nascosta e più vera di noi stessi.

Che ci incita all’amore per il tutto.

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Lo spaesamento sta diventando un destino mondiale.
E’ allora necessario pensare questo destino in relazione alla
storia dell’essere…
Infatti, di fronte ad uno spaesamento che investe l’essenza
dell’uomo, il futuro destino dell’uomo si mostra al pensiero
che pensa la storia dell’essere nel fatto che egli trovi una via
verso la verità dell’essere e si metta in cammino verso questa
scoperta.

M.Heidegger

Buona Vita (Esperimenti di)

Buona Vita

a tutti
dell’amico Patric Longhi
Stavo leggendo una frase di Henrik Ibsen che così recita:
“Un migliaio di parole non lasciano un’impressione tanto profonda
quanto una sola azione”.
Mi sono subito sentito profondamente d’accordo e siccome sono
convinto che anche voi lo siete vorrei coinvolgervi tutti.
Nulla di impegnativo, state tranquilli.
Vi propongo quella che dovrebbe essere una semplice buona
abitudine ma che ormai si sta andando a perdere:

Salutare tutte le persone che incroceremo per strada, sul posto
del lavoro, in autobus, al ristorante, a scuola, in palestra,
dovunque voi vi troviate. E se con le persone che conoscete
vi risulterà facile e quasi naturale, vi renderete conto
che con gli sconosciuti non viene più tanto naturale.
Provate a farlo anche con chi tiene la testa bassa e godetevi
le reazioni.

Per renderlo semplice basta un bel BUONGIORNO o un semplicissimo
CIAO, ma provate anche a dire tipo…..

BUONA VITA

.

Che sensazione vi da? Sperimentatevi, inventate saluti nuovi o
poco consueti, e magari scrivetemeli.
Dai che sono curioso di sapere.
Provate a farlo per un paio di giorni almeno, e poi, a mio parere,
non vi stancherete più di farlo

Buona Vita a tutti
Patri

Un sorriso sincero è vita e da riposo alla stanchezza