Lo spaesamento sta diventando un destino mondiale

di Matteo D’Agostino

Quante volte mi capita di riflettere sull’indifferenza della società in
cui stiamo vivendo…

Mi chiedo che senso abbia tormentarci nelle nostre banalità quotidiane,
quando continuamente si protraggono situazioni di ingiustizia, di violenza,
di sopraffazione.
Quando al mondo, in ogni singolo istante, ci sono milioni di esseri
umani e non umani che provano sensazioni di dolore estremo, di
paura, di terrore, di angoscia, di fame, di sete, di rabbia impotente.

Che dire? Ci ho pensato spesso e mi rendo anche conto
che chi ci comanda è soddisfatto della nostra indifferenza,
perchè essa corrisponde alla non azione, cioè all’immobilità
in cui diventiamo tutti marionette del sistema, tutti esseri simili…
una massa di schiavi che si presumono liberi.

La nostra immobilità può sussistere solo mediante un regime di
informazione deviato che ci mantiene tutti ignoranti del mondo,
e di noi stessi.

E così diventiamo tutti uguali, non creativi, semplici robot, o bestie
da riproduzione, che vivono una vita già vissuta e già prevista.

“L’umano imprevedibile” è temuto e represso, mediante
svariati e razionali mezzi di emarginazione.
La persona leggermente più autentica viene ghettizzata e
chiamata insana di mente.

E soffre per la sua esclusione sociale.

Magari va da uno psicologo perchè sente l’insensatezza della propria
vita (sente una richiesta di aiuto ginugergli dal cuore).
E lo psicologo la aiuta ad imparare il modo più rapido per tornare ad
una vita serena cioè a quella che si chiama salute mentale =
vita socialmente accettabile = vita prestabilita = vita comoda = indifferenza.

A questo punto la sua autenticità è ormai gravemente compromessa,
ma le sofferenze apparentemente si sono ridotte (torneranno…).

Per cui di solito questa persona torna tra i ranghi in poco tempo e
riprende la sua vita da robot.
Una vita di quieta rassegnazione…
Una vita in cui i più si sentono liberi.
“Ma come” ….rispondono irritati…. “come puoi dire che non siamo liberi oggi?”
“Abbiamo raggiunto la libertà religiosa.”
“Abbiamo raggiunto la libertà sessuale.”
“Abbiamo raggiunto la libertà di pensiero.”
“Abbiamo raggiunto la libertà di stampa e di informazione.”

E così via…

Così si crede.

E così io intendo…:

Siamo ormai liberi di fare ciò che il sistema ci consente di fare

Liberi di dire ciò che il sistema consente di dire

Liberi di scegliere tra mille opzioni (prodotti) offertici dal sistema
attuale consumistico.

Quotidianamente svariegate “pillole di insensibilità” ci vengono
somministrate, per abituarci a non vedere, a non capire, a non provare
emozioni autentiche, a non percepire più il grido sempre più soffocato
della parte più nascosta e più vera di noi stessi.

Che ci incita all’amore per il tutto.

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Lo spaesamento sta diventando un destino mondiale.
E’ allora necessario pensare questo destino in relazione alla
storia dell’essere…
Infatti, di fronte ad uno spaesamento che investe l’essenza
dell’uomo, il futuro destino dell’uomo si mostra al pensiero
che pensa la storia dell’essere nel fatto che egli trovi una via
verso la verità dell’essere e si metta in cammino verso questa
scoperta.

M.Heidegger

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