Referendum 12 giugno 2011

Il referendum su nucleare e acqua del 12 giugno 2011

Ogni tanto capita anche a noi semplici cittadini la possibilità di decidere sulla regolamentazione di alcuni temi fondamentali della nostra vita. Il 12 e 13 giugno prossimi tutti gli aventi diritto al voto sono chiamati a esprimere il loro favore o sfavore all’abrogazione di 4 quesiti. Si tratta infatti di referendum abrogativi: significa quindi che ci viene chiesto se vogliamo “eliminare” una certa norma e se si vuole che sia cancellata dal codice in quel caso si deve votare “SI”. I quesiti in questione riguardano la legge che permette la privatizzazione della gestione dell’acqua pubblica (2 quesiti), quella che reintroduce la costruzione di centrali nucleari e quella che “scuda” i ministri e il presidente del consiglio da eventuali processi durante il loro mandato.
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MONTANELLI FELTRI: dal giornalismo alla macchina del fango

Montanelli Feltri: l’esordio della macchina del fango. Montanelli: Feltri mi sorprende.

di stefano facci

montanelli feltriChiss’à quanto han vibrato le chiappe di Vittorio Feltri quella sera di 10 anni fa in cui Indro Montanelli prese in mano la cornetta e chiamò in diretta la trasmissione di Michele Santoro per dargli del bugiardo. Dev’essere davvero il massimo per uno che pretende di fregiarsi del titolo di “giornalista”! Un Vittorio Feltri all’epoca novello trombettiere della “feccia che risale il pozzo” com’ebbe a definire Montanelli il berlusconismo. Eravamo ai preamboli della comicocrazia, solo qualche leggina ad personam all’orizzonte e niente troie, magnaccia, servi, ruffiani, nani e ballerine in parlamento. Ebbene sì, pare incredibile ma fino ad allora c’erano entrati “solo” mafiosi e ladri, prassi ormai nota, consolidata e accettabilmente tollerata dal popolo bue (o meglio, becco…). Povero Feltri: aveva appena raccontato una delle prime sesquipedali balle di una interminabile colonna infame e track!!! Ecco che l’incarnazione vivente del giornalismo, Indro Montanelli, ti chiama in diretta e ti dice che sei un falso, perché hai appena detto una panzana smentibile in quattro e quattr’otto. È come se, appena dopo l’ennesima cazzata sparata urbi et orbi da Ratzinger, si aprissero i cieli e una voce ammonitrice prendesse metaforicamente per l’orecchio il teutonico pontefice e lo rimbrottasse facendolo diventare piccolo piccolo…. ma questa è un’altra storia…

E-mozione della Lega sulla guerra in Libia – La battaglia del pannolone

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Guerra in Libia – oggi dibattito sulla mozione della Lega Nord -che facciano cadere il governo?

di stefano facci

Due incontinenze a confronto. E-mozioni che non si scordano. Il brufolo spelacchiato a Milano a sparar minchiate contro il complotto giacobin-bolscevico che vorrebbe spodestarlo dal trono dell’italietta sua, che sempre più gli somiglia, essendosela ormai plasmata a sua immagine e somiglianza. Siamo quindi ormai al punto di non ritorno, in cui anche il nonno di casa, solitamente rispettato e considerato un pilastro della famiglia, parla con slogan preconfezionati, come un disco rotto. Nanofobico come son diventato ormai, vedo nanetti ovunque.
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ALTRI BARCONI… ALL’ORIZZONTE


di stefano facci

Immigrati di oggi e di ieri: stessi stereotipi, identiche paure, uguale disprezzo.

Vi propongo qualche stralcio di articoli che uscivano sul finire dell’Ottocento e l’inizio del Novecento sui principali quotidiani nazionali dei paesi ospitanti le grandi masse di emigranti in movimento in quel periodo.

“È noto che questi immigrati hanno minor controllo di sé e fra di loro l’impulso omicida scoppia come una fiammata di polvere da sparo.” USA, 1904

“Le loro adunanze propagano opinioni sediziose con manifesta tendenza ad atti criminosi.” USA, 1891
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Rogo a Schio: Il falò dei baccalà (alla vicentina)

 

di Stefano Facci

Il rogo a Schio del fantoccio con l’immagine di Garibaldi avvenuto in occasione del capodanno veneto è un’ottima notizia. È la dimostrazione eloquente che viviamo in uno stato democratico in cui i diritti sanciti dalla Costituzione sono garantiti a tutti. Anche alle minoranze. Soprattutto alle minoranze. L’articolo 21 della Carta infatti, dice che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Ora, immaginando le facce, anche “lombrosianamente” parlando, dei sacrileghi che han dato fuoco al pupazzo del patriota risorgimentale, non mi vien difficile pensare che possano avere qualche difficoltà con l’uso della parola. Trattandosi di soggetti che di solito emettono suoni spiccatamente gutturali, che intervallano e inframezzano la propria sintassi e avvalorano la propria “dialettica” con un bestemmione e un rutto, mi pare assai difficile che possano meglio districarsi nel manifestare il proprio pensiero con la forma scritta, dato che credo intendano la forma del “libro” come azzeccatissima per tenere “in bolla” tavoli e armadi traballanti. Detto questo lo spazio che la Costituzione riserva alla fantasia è pressoché illimitato, soprattutto quando precisa “con ogni altro mezzo di diffusione”. I “cuor di leone” che hanno appiccato il fuoco vicino alla discoteca scledense probabilmente vogliono trasmettere qualche messaggio per loro importante alla comunità, alla sfera della politica locale e nazionale, al resto del mondo, chissà… Tuttavia io mi arrendo: non son riuscito a capire e decriptare il loro “pensiero”. Spero che qualcuno ben più importante e dotato del sottoscritto ci riesca e dia loro la soddisfazione quanto meno di veder aperta un’inchiesta della magistratura contro ignoti. Così, tanto per darsi un tono. Chi si accontenta, spesso gode. Già. Un’indagine. Perché lo stesso articolo citato in in precedenza dice anche che “sono vietate le manifestazioni contrarie al buon costume” (e spero anche alla pubblica decenza). Ma cos’è il buon costume? Chi lo determina? Chi pone i paletti di cosa sia o non sia contrario al buon costume? Quest’anno fanno 150 candeline dello Stivale unito. E credo che ognuno abbia il diritto di sentirsi libero di festeggiare o meno quest’evento. Di certo però, istituzioni, amministrazioni e scuole hanno il DOVERE di dare risalto e onore a questa ricorrenza. Non fosse altro per il sangue che è stato versato in ogni parte d’Italia per raggiungere lo scopo unitario. Minacciose e inquietanti rimangono comunque le dichiarazioni fatte da alcuni apologeti della barbarie avvenuta a Schio. L’assessore regionale Roberto Ciambetti dice “E’ un gesto scaramantico, che vuole esorcizzare non la figura del generale che fu, per primo, bandito dagli stessi Savoia, quanto chi continua a negare dignità alle storie regionali.” Rincara la dose Patrick Riondato, fondatore del Partito Veneto Stato: “Dopo 150 anni di sfregi alla cultura e ai simboli veneti, se per una volta viene messo in discussione un falso mito come Garibaldi c’è solo da festeggiare. Il 2011 sarà l’anno della sfida ai simboli dello Stato italiano. Quanto accaduto a Schio è stato solo la scintilla; dal 17 marzo aspettiamoci i fuochi d’artificio.” Ciascuno è libero di pensarla come vuole, anche riguardo a parole come queste che ritengo personalmente deplorevoli. A Ciambetti vorrei solo ricordare che essere bandito dalla casa reale italiana è una medaglia da appuntarsi fieramente al petto, poiché, come diceva Montanelli, i Savoia sono come le patate: la parte migliore è sottoterra. All’ultraveneto Riondato invece dico buon onomastico; perché il 17 marzo è anche San Patrizio. Quindi auguri, dear Patrick!

CREDERE, OBBEDIRE, SOPIRE

di Stefano Facci (non pubblicato)

Le ultime inquietanti parole del papa per “inaugurare” il nuovo anno

Anno nuovo, vecchie fregnacce, mi verrebbe da dire. E se il buongiorno si vede dal mattino, stiamo freschi. Ancora non si era rientrati tutti al lavoro, dopo le più o meno lunghe vacanze natalizie, che “bang!”, eccola lì che arriva puntuale l’ultima affermazione del papa che ti riporta subito coi piedi per terra, giusto per segare immediatamente le gambe alle poche idee che tentano di farsi strada nell’immobilismo generale e che tendono al futuro, alla libertà di espressione in ogni sua forma e al progresso culturale, oltreché tecnologico. Chissà chi gliele scrive, al vecchio Joseph. L’ultima panzana recita così: “la partecipazione a corsi di educazione sessuale e civile è una minaccia alla libertà religiosa.” In poche parole suggerisce a tutti e in particolare a chi è genitore di far restare ignoranti come capre i propri figli in modo che siano più facilmente soggiogabili, plagiabili, pronti ai desiderata di chi li guida. Complimenti! Signore e signori, direttamente dal più cupo e profondo Medioevo vi presento papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Alois Ratzinger! Non preoccupatevi della sessualità dei vostri giovani, no, e che sarà mai? E perché perdere tempo spiegando loro le basi dei meccanismi dello Stato che nell’immediato futuro dovranno contribuire a migliorare con le loro personali inclinazioni? Preoccupatevi piuttosto di onorare i giorni di festa! E non commettete atti impuri, mi raccomando! Canzonature a parte, mi inquieta oltremodo il pulpito da cui provengono certi ammonimenti. Il Vaticano è una delle ultime monarchie assolute rimaste nel panorama degli stati mondiali, alla cui guida siede un anziano signore che fa le veci di dio in terra, che presiede comizi con folle oceaniche in cui parla solo lui vestendo in modo pittoresco che manco Gheddafi; le leggi fondamentali dello Stato sono state scritte per ispirazione divina e dulcis in fundo ficca il naso in modo pressante e presuntuoso negli affari degli altri stati sovrani, in particolar modo dell’Italia. L’Italia invece è una giovanissima repubblica democratica, la cui carta fondamentale delle leggi è stata scritta dalle migliori menti del dopoguerra di ogni colore politico, e che combatte ogni giorno le ingerenze dei despoti autoctoni che tentano di demolirne le fondamenta per farne scivolare i cardini nell’autoritarismo più becero e delinquenziale. Ecco, due misere nozioni di educazione civica ce le ho messe anch’io, giusto per far arrabbiare qualche vecchio parruccone. La parola “democrazia” è come l’aglio per i vampiri per un sovrano assoluto come il papa; è addirittura un “male” per chi ancora si considera parte di un gregge alla cui guida c’è qualcuno che sta nell’alto dei cieli (Il Signore è il mio pastore). I due mondi saranno sempre in costante attrito e su due binari paralleli che, spero, non collidano mai. Il secondo punto dell’affermazione di Ratzinger invece è il continuo autogol che continuano a farsi gli alti gerarchi di oltre Tevere. Parlare di educazione sessuale come di un pericolo dopo tutta la melma che è uscita sul conto di tanti servitori della chiesa cattolica è davvero tirarsi l’ennesima zappa sui piedi. Voglio dire, ma davvero pensano di poterci venire ad insegnar qualcosa dopo tutto quello che hanno combinato in giro per il mondo? Davvero credono di poterci fare la paternale sull’argomento “sesso” queste schiere di anzianotti arroganti e sessualmente malvissuti? Non credo proprio. Col piffero che ci faremo ancora infinocchiare su questi temi! Per troppi anni, decenni, secoli, noi come popolo italiano siamo stati tenuti alla catena dalle intimidazioni e dalle paure indotte dai sacri dogmi che ci venivano impressi sulla carne perché fossero indelebili nelle nostre menti dalla culla alla bara. È giusto che la libertà religiosa non prescinda mai dalla libertà personale. Dobbiamo poter essere liberi ciascuno di professare la propria fede accompagnati da una corretta educazione civica e sessuale che ci permetta di fare le nostre scelte in totale autonomia e libertà di coscienza. Per tornare ad essere uomini, non figurine o sudditi. Padroni del nostro destino e della nostra “anima”.