di Matteo D’Agostino
Tra l’indifferenza generale di noi freddi europei, si è consumata l’ennesima tragedia, l’ennesimo funereo evento di violenza gratuita.
Verso persone. Verso vite umane.
Questa volta lo scandalo è solo un poco ingrandito dai nostri moribondi media solo perché nellla nave attaccata erano presenti persone provenienti da paesi differenti e non i soliti noti, i soliti palestinesi mussulmani.
Ma l’obiettivo qual è?
E’ sempre lei, la Palestina…
Sono sempre loro, persone.
E’ sempre lui, l’uomo.
Sono stanco di sentire motivazioni idiote.
Stanco di sentire giustificazioni e falsità.
Stanco di sentire politici chiaccheroni parlare di “rammarico per i morti”.
Mentre il mondo continua ad uccidersi.
Qual è la verità? Cosa nasconde ciò che è successo in questi giorni?
Dopo anni di assedio e di violenze dirette, la nuova strategia per eliminare la Palestina è davvero quella di isolare le popolazioni palestinesi, creare una sorta di embargo che renda loro impossibile vivere nella propria terra?
La tregedia di questi giorni nasce da questa nuova tattica politica di lungo respiro?
Di ciò parlano sinanche giornalisti israeliani…
Tutta questa sofferenza imposta dai gerarchi del governo israeliano, tra l’indifferenza o l’impotenza dell’occidente che sta a guardare.
Ma a guardare che cosa?
C’è l’intero mondo arabo in fibrillazione. Siamo in una situazione pericolosissima di tensione internazionale.
E l’Europa che fa? Che fanno i nostri eletti?
E come avrebbero reagito gli USA se un gesto del genere fosse stato compiuto non dagli israeliani ma dalle milizie iraniane?
Che hanno fatto in questi anni di violenza i politici occidentali per proteggere persone che hanno l’unico torto di nascere e vivere in un luogo conteso?
Bloccati dai vecchi sensi di colpa per le stragi naziste?
Mi suona strano…
Non credo.
Ma credo invece alle grida d’aiuto delle vittime innocenti di cui troppo spesso la nostra storia ha voluto nutrirsi.
I nostri grandi comandanti danno l’impressione vacua di colui che apre la bocca solo per fare vedere che ancora, nonostante tutto, continua, faticosamente e svogliatamente, ad esistere.
E in realtà è già morto e sepolto da un pezzo.
Intanto, ancora una volta, il fragore silente dei sofferenti e degli uccisi…
e l’Europa che si rende di nuovo complice omertosa di un eccidio.
di stefano facci
Quella vergogna di servizio pubblico chiamato Rai, che più che altro ormai, negli ultimi anni è diventato un servizio igienico, da ieri ha introdotto un nuovo canale sportivo di cui, francamente, il popolo tutto sentiva assolutamente il bisogno. Insomma più sport (cioè più calcio) meno neuroni in circolazione. Meno notizie che circolano. Quelle vere, quelle importanti almeno. Per chi ieri mattina tentasse di sincronizzarsi con il canale di quell’invenzione da Nobel che è il digitale terrestre che solitamente trasmette la rassegna stampa di Corradino Mineo e della sua redazione di Rainews24 la sorpresa che si trovava davanti era una bella schermata con scritto “Fra un po’ partiremo con il canale Raisport2” o qualcosa di simile, chi se ne importa. L’unico programma di informazione vera e in tempo reale, asciutta e non edulcorata, di tutto il palinsesto Rai è stata oscurata, o come si usa dire fra persone un po’ più risolute, è stata decisamente censurata. Nella redazione di Mineo si ha il brutto viziaccio di chiamare le cose col proprio nome e di non nascondere i fatti. E in un momento di crisi profonda delle istituzioni, che stanno gettando alle ortiche quei pochi residui di credibilità rimasta, un canale di stato che informa i cittadini sulle schifezze della classe politica è un affronto intollerabile. Il regime è servito. Facciamo almeno finta di non digerirlo.
di stefano facci
A mia insaputa
Il caso Scajola, se non porterà ad alcuna conseguenza penale per l’inconsapevole ex ministro, credo possa creare alcuni precedenti quantomeno tragicomici. Potreste essere raggiunti da qualche informazione (sperate non di garanzia…) che vi “illumina” sul fatto che, per esempio, i vari artigiani, giardiniere, elettricista, imbianchino, etc. che avete ingaggiato negli ultimi tempi, quando lavorano in casa vostra lo fanno per quattro soldi. E voi che vi vantavate con gli amici di essere dei fenomeni nel commissionare lavoretti domestici! Poi magari qualcuno vi ricorda che sempre voi siete il responsabile che valuta le varie proposte quando la vostra grossa associazione privata (sportiva o culturale o aziendale) oppure pubblica (comune, municipalizzata) deve appaltare interessanti commesse, succulente per gli stessi artigiani che vi hanno appena sistemato casa. E come non accennare alla via più che preferenziale, se non addirittura esclusiva, che alcuni responsabili degli uffici acquisti assicurano a particolari fornitori, ovviamente in cambio di adeguate ricompense. Quali che esse siano, le ricompense, questo è il sunto semplice semplice di come la corruzione nel nostro paese abbia raggiunto livelli endemici. Ce l’abbiamo proprio dentro, come un virus. L’unico deterrente, oltre ad una legislazione più severa, sarebbe il buon esempio delle classi dirigenti, che invece da una ventina d’anni ci stanno dimostrando di essere in larga parte marce fino al midollo. Tutto ciò è anche favorito dal fatto che il nostro paese non ha ancora trasformato in legge la direttiva europea anti-corruzione del 1999, e il perché pare piuttosto palese. Per chi si trovi in una posizione di potere è raccomandabile che si guardi bene da cosa gli succede intorno, giusto per non farsi “beccare” col sorcio in bocca. E’ soprattutto auspicabile che cominci a farsi qualche domanda quando troppe cose favorevoli cominciano ad accadergli in prossimità di sue scelte nell’assegnazione di “succosi” appalti. C’è un caso molto noto ed emblematico della sindrome del “a mia insaputa” inaugurata da Scajola, tipica dei rappresentanti del popolo, che ha colpito un anziano signore sulla cresta dell’onda nella politica nazionale dell’ultimo quindicennio. Questi si vantava di essere un impareggiabile tombeur de femmes e di esercitare un fascino irresistibile soprattutto su donne molto più giovani di lui, che inspiegabilmente, dinanzi al suo inebriante charme, rimanevano stregate e gli cadevano letteralmente ai piedi. Poi qualcuno lo prese da una parte e gli spiegò che tutte quelle graziose e servizievoli donnine erano regolarmente pagate da un aitante imprenditore che mirava ad ingraziarselo per ottenere dei benefici per le sue attività aziendali. Chissà come c’è rimasto male, poveretto.
di stefano facci
Continuo a non capire per quale misterioso motivo il mite Umilio Goebbels, portavoce malpagato della più inqualificabile cupola di malgoverno della storia dell’umanità e instancabile lingua lustra-natiche di soggetti con le mani e la coscienza più sporche del culo, continui a mostrare pubblicamente la sua mal sopportazione di un personaggio che, male che vada, al più ignorante degli italioti suscita indifferenza. Davvero non riesco a comprendere perché ce l’abbia così tanto con Roberto Saviano. Basterebbe non parlarne per non screditarsi totalmente in partenza. Ma come può uno pensare di mettersi contro un ragazzo che si ritrova in una situazione di insopportabile prigionia, un giovane che non ha più praticamente una vita, senza ritrovarsi contro spero quasi completamente l’opinione pubblica, uomini di merda a parte??
Non mi sembra di ricordare episodi in cui Saviano abbia parlato male del suo padrone.
E non ricordo nemmeno attacchi indiretti per colpire la destra.
Ha mosso qualche critica contro alcuni disegni di legge (processo breve) che sono poi stati giustamente accantonati.
Si è permesso di citare il sire di Fede solo per difendersi dagli attacchi che è stato costretto a subire, tipo che grazie ai suoi libri si fa un piacere alla mafia.
Ma che, un uomo non è più libero di respingere al mittente il fango che gli viene stupidamente tirato addosso.
Che posso dire…
Bisogna prima averla una faccia, per perderla.
Se poi si ha la faccia come il culo, allora è come dar via i ciapp a gratis.
di stefano facci
Una ventina di giorni fa, era una domenica pomeriggio, sono andato a fare un giro in quella splendida cittadina che è Marostica. Una pennellata di classe su di un nordest dove domina la banalità grigia delle zone industriali, del cemento, della lamiera e del profitto. Lasciata l’automobile in un parcheggio incredibilmente non a pagamento mi sono incamminato verso la piazza principale, nota per la rievocazione storica della partita a scacchi, ma poi, giunto in prossimità della banca che troneggia sulla scacchiera, ho svoltato a sinistra dirigendomi verso il Sentiero dei Carmini che consente di risalire la collina che fa ombra sulla città. Era una domenica calda, più estiva che primaverile, nonostante il freddo di questi giorni lo renda ancor più incredibile. Fatto sta che, vestito un pochino di troppo e tendenzialmente destinato a soffrire ferocemente i primi accenni di calura, non appena iniziai a risalire lo splendido sentiero che serpeggiante fra gli ulivi si arrampica fino al castello superiore, mi ritrovai fastidiosamente inzuppato, manco stessi correndo. La salita è molto irta, più per muli che per uomini, ma ti consegna la forza di continuare quel classico romanticismo in cui ti ritrovi avvolto durante le fatiche della scalata. Avevo da poco oltrepassato la metà del percorso, che per quanto faticoso è pure francamente breve, e la meta stava ormai a portata d’occhio. Fra un passo mal posto e un respiro sempre più affannato notai che sul lato destro del tracciato vi erano degli escrementi di animale calpestati che qualche furbacchione di cane aveva ben pensato di inserire come ulteriore ostacolo delle umane fatiche. Dopo qualche istante, non mi spiego ancora adesso il motivo, ho avuto un imprevisto pensiero, uno di quelli che ti si fiondano nel cervello come un proiettile e non c’è verso di rimuoverlo senza averlo compiuto. Ebbene, dopo la visione di quel “regalino” di qualche fido simpaticone, pensai che al mondo vi sono uomini che valgono molto meno di una merda secca di cane calpestata.
Ieri il mio lunedì è iniziato di buon’ora col sottoscritto che si reca nel vecchio luogo di lavoro a ritirare le sue ultime spettanze. Ed ho pure dovuto incontrare per l’ultima volta certuni soggetti che da adesso in avanti, io, basta, ma basta davvero però.
Poi ieri il mio lunedì si è concluso a tarda ora col sottoscritto che si faceva un giro su Youtube e si beccava la nuova perla di Umilio contro Saviano.
Oggi però è martedì.
Un grigio, piovoso, freddo, meraviglioso martedì.
di stefano facci
Povero ministro Scajola. Cosa c’è da aggiungere a quanto è stato detto finora? Moltissimo!!! Fra il minzolingua e affini della Rai e i servitori di Mediaset poco si è capito della faccenda. Tocca leggersi qualche giornaletto anche stavolta come per la vicenda Noemi, escort, voli cargo con troie al seguito, cricche varie, minacce di B. all’AgCom, etc.
Il servizio di Brunetto l’aquilano arriva tempestivo come la diarrea al check-in dell’aeroporto. Non conta che poi tu le domande le faccia o meno. Conta il fatto che bisogna fare almeno una micro inchiesta sugli accusatori del buon Sciaboletta, se sei almeno un cicinin giornalista: sentire le sorelle Papa, Anemone, direttore di banca per il discorso assegni, Zampolini.
Sono vicino all’ormai ex ministro con la faccia più da schiaffi del mondo. Poveretto. Gli Scajola: da tre generazioni in politica. Che sfiga! Ha subìto quindici giorni di dolori indicibili. E pensare che gli avevo dedicato addirittura il primo post di questo blog quando ancora girava su splinder!
Ha ragione.
A chi di noi non è mai capitato di lavorare una vita per comprare una modesta e dignitosa abitazione, con mutuo incorporato, e scopre poi alla fine che qualche guitto ha osato pagarcela per 2 terzi a nostra insaputa?






Pannello di amministrazione