di Matteo D’Agostino
Storia di una crisi di identità

Maria Rita Busetti, sindaco di Thiene (VI), Lega Nord, si schiera contro i tagli ai comuni.
Tagli voluti a Roma da chi???
Indovina indovina?
Da Bossi(Lega Nord) e Berlusconi(PDL).
RomaLadrona=LegaLadrona dunque.
Questo è la Lega Nord, suvvia, lo si sapeva…
Scaldabanchi e leccapiedi di Berlusconi come li ha definiti Di Pietro di recente.
Via libera ai tagli agli enti locali, comuni e regioni, da parte di Bossi!
Addio federalismo…
BUONA NOTTE LEGA NORD…
Buona Notte Maria Rita Busetti…

Al minuto 8.15 Di Pietro fa il quadro di cos’è la Lega Nord – da vedere…
di Matteo D’Agostino
Non se ne può più di sentire blaterare questi leghisti, in sedi locali e nazionali, a proposito di federalismo e anti-politica.
Ascoltare lezioni di nordismo da una casta di politici che, fazzoletto verde al collo, se ne stanno nelle loro comode poltrone romane a prendersi i quattrini degli italiani (del nord e del sud) e votare leggi e leggine “pro-berlusconem”.
Ma lasciamo perdere i trascorsi.
Ormai tutti sappiamo, a parte i fedelissimi di Studio Aperto (anche detto Culo Aperto, il più famoso Telegiornale italiano di Disinformazione), quante leggi la Lega abbia votato in questi anni al fine di salvare Berlusconi dai processi che lo condannerebbero per i più svariati reati.
E’ ben noto altresì quante leggi i fazzoletti verdi abbiano votato negli ultimi tempi allo scopo di aumentare tasse e costi per i cittadini.
Loro, i leghisti, quelli votati dai tanti piccoli evasori del nord.
Beh ma almeno, diranno i seguaci di Trota e compagnia cantante, la Lega ci ha dato il federalismo.
Ora basta per piacere…
Care Trote e Merluzzi vari aprite per un giorno il cervelletto ed andate fino in edicola a comprarvi un giornale serio, o sostituite, almeno per un giorno, i vari TG di Berlusconi (TG1, TG2, TG4, TG5, Studio Aperto) con un TG tipo quello di Mentana su La7, ogni sera alle 20.
Suvvia! Ce la potete fare…
Fate un piccolo sforzo almeno per una volta… Scoprirete che cosa combina la Lega a Roma in questi giorni.
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di stefano facci
Da “I Deliri del giovane Bossi”, abbiamo estrapolato il saggio: “La rete e la trota”
E alla fine arriva il Trota.
Saranno ormai 10 anni che il web è entrato nella quotidianità di milioni di italiani.
Ma lui ci arriva solo adesso.
Il Trota Bossi
Nel 2011.
Meglio tardi che mai.
O forse sarebbe il caso di dire: meglio tardi che mafiosi.
E sto fenomeno viene a spiegarci che cos’è il web.
La rete ridotta a seguire il “locale”.
Locale che per lui vuole dire bar, pub o night.
Con quella faccia.
Quella faccia da Tommaso Buscetta dopo 10 interventi di chirurgia plastica.
Quella faccia da Rocky Balboa al 9 round.
Quella faccia da Alvaro Vitali appena svegliato dopo una nottataccia di bagordi.
Quella faccia… da trota…. in rete…
W l’Italia!
di Matteo D’Agostino
Brunetta è un cretino, uno scemo, parola di Tremonti
Siamo arrivati agli insulti reciproci tra ministri del governo.
Conferenza stampa sulla manovra finanziaria, prende la parola Brunetta e comincia a blaterare come sempre, tra l’altro con un vano e improponibile tentativo di far apparire vantaggiosa la manovra per il pubblico impiego…
Tremonti dopo un po’ si spazientisce, non ne può più e comincia a commentare con i suoi vicini, dicendo “è proprio un cretino”, ripetendo più tardi “è scemo”, con Sacconi che a fianco, sul discorso di Brunetta, risponde “non lo seguo neppure”.
Che Brunetta rappresenti l’Italia peggiore?
Questi sono tre ministri che con un lavoro d’equipe, poche ore prima, hanno concordato le misure dell’ultima massacrante manovra finanziaria? Dopo la figuraccia di Berlusconi dell’altro giorno, quando, all’insaputa di tutti, ha tentato di infilare nel testo della manovra tre righette che lo salvavano dalla condanna di risarcimento a De Benedetti, Tremonti garantisce al Pdl un altro show. E gli italiani applaudono.
Per fortuna che il vento è cambiato, come dicono da sinistra i Bersani ecc. Gli stessi che ieri hanno evitato di infliggere un ennesimo colpo mortale al governo, mandandolo in contraddizione sull’abolizione delle province.
Gli stessi a favore della Tav (con le ferrovie dello stato sfasciate e irritanti che ci ritroviamo…).
Gli stessi che non dichiarano il proprio programma di governo alternativo (vien da chiedersi se esista o meno), il candidato premier (che puntino a D’Alema? non si sa mai…) e nemmeno lo schieramento (inciuci in corso rallentano le cose)…
Per carità io odio il qualunquismo, ho sempre difeso le persone oneste tra i politici attuali (e continuo a sperare che ce ne siano), ma qui c’è qualcuno che fa di tutto per far pensar male…
C’è qualcuno che ci vuole tutti black bloc…
qualcuno che chiama a sé le monetine…
di Matteo D’Agostino
Dopo la batosta dellle amministrative e dopo la 2 giorni di referendum, con la clamorosa sconfitta delle leggi targate PDL/Lega da parte del popolo italiano, finalmente il Governo mette in campo i suoi uomini di punta.
“I precari italiani sono l’Italia peggiore”
Così ieri il Migliore d’Italia, sig. Brunetta, emerito Ministro della Funzione pubblica, non più viscido e squallido di quanto non appaia solitamente, al termine di un convegno romano per la “Giornata dell’Innovazione“.
Commentare scene di questo tipo mi sembra persino superfluo.
Una ragazza precaria che chiede di dialogare e un ministro della repubblica che la etichetta e lascia la sala. Quando il dialogo cede lo spazio alla non accettazione assoluta dell’altro….
Sia sufficiente ascoltare per comprendere il distacco completo dalla realtà di questi nostri governanti. Ormai non serve più nemmeno criticare e ragionare. Siamo ad un punto di non ritorno completo. Abbiamo a che fare con persone a cui il potere ha dato alla testa, che non stanno lì per migliorare l’Italia, bensì per glorificare se stesse.
Nell’atto di auto-acclamarsi si auto-ridicolizzano, nell’atto di criticare l’avversario si auto-diffamano.
Sono gli ultimi colpi di coda di esseri simil-umani alla deriva totale, tutti intenti a dialogare con i propri alter-ego immaginari. A volte si stenta a capire se ci siano o ci facciano.
Eppure qualcuno li ha votati e messi lì questi fantocci. E per fortuna che non c’è nemmeno bisogno di eliminarli. Con il tempo ci si mettono d’impegno loro stessi a rendersi assurdi ed impresentabili agli occhi degli italiani!
Tre referendum. Quattro Sì
Dopo più di venti anni dal no che affossò il nucleare in un’Italia scioccata da Chernobyl, la carcassa fumante di radiazioni dei reattori di Fukushima congelerà anche questa volta la corsa all’atomo italiano. Credo che su questo punto così caldo i referendari vinceranno a mani basse, le immagini del Giappone devastato sono troppo vicine per far passare la paura. Ma al di là dell’umano fatto emotivo e delle varie e ottime ragioni contro l’uso della tecnologia nucleare (costi, scorie, ecc), personalmente sono contrarissimo per due motivi.
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