Berlusconi mafioso oppure no? Oscar Giannino risolve l’enigma.
di Matteo D’Agostino
Nell’odierna puntata di “Nove in punto, la versione di Oscar“, ho sentito
per un’ora intera Giannino e tre suoi ospiti, Fabrizio Rondolino (Il Giornale), Davide Giacalone (Libero), giuseppe Sottile (Il Foglio), – da notare lo spessore della selezione – sostenere in modo evidentemente concorde che ogni accostamento di Berlusconi alla mafia negli anni ’92-’94 sarebbe frutto di pura fantasia.
Stracciati in pochi minuti anni ed anni di indagini in quanto la trattativa con la mafia ci fu probabilmente, sembra trapelare durante la trasmissione, ma i responsabili furono Ciampi e i suoi durante il governo precedente all’insediamento di Berlusconi nel ’94.
LEGGI TUTTO »
Montanelli Feltri: l’esordio della macchina del fango. Montanelli: Feltri mi sorprende.
di stefano facci
Chiss’à quanto han vibrato le chiappe di Vittorio Feltri quella sera di 10 anni fa in cui Indro Montanelli prese in mano la cornetta e chiamò in diretta la trasmissione di Michele Santoro per dargli del bugiardo. Dev’essere davvero il massimo per uno che pretende di fregiarsi del titolo di “giornalista”! Un Vittorio Feltri all’epoca novello trombettiere della “feccia che risale il pozzo” com’ebbe a definire Montanelli il berlusconismo. Eravamo ai preamboli della comicocrazia, solo qualche leggina ad personam all’orizzonte e niente troie, magnaccia, servi, ruffiani, nani e ballerine in parlamento. Ebbene sì, pare incredibile ma fino ad allora c’erano entrati “solo” mafiosi e ladri, prassi ormai nota, consolidata e accettabilmente tollerata dal popolo bue (o meglio, becco…). Povero Feltri: aveva appena raccontato una delle prime sesquipedali balle di una interminabile colonna infame e track!!! Ecco che l’incarnazione vivente del giornalismo, Indro Montanelli, ti chiama in diretta e ti dice che sei un falso, perché hai appena detto una panzana smentibile in quattro e quattr’otto. È come se, appena dopo l’ennesima cazzata sparata urbi et orbi da Ratzinger, si aprissero i cieli e una voce ammonitrice prendesse metaforicamente per l’orecchio il teutonico pontefice e lo rimbrottasse facendolo diventare piccolo piccolo…. ma questa è un’altra storia…
Guerra in Libia – oggi dibattito sulla mozione della Lega Nord -che facciano cadere il governo?
di stefano facci
Due incontinenze a confronto. E-mozioni che non si scordano. Il brufolo spelacchiato a Milano a sparar minchiate contro il complotto giacobin-bolscevico che vorrebbe spodestarlo dal trono dell’italietta sua, che sempre più gli somiglia, essendosela ormai plasmata a sua immagine e somiglianza. Siamo quindi ormai al punto di non ritorno, in cui anche il nonno di casa, solitamente rispettato e considerato un pilastro della famiglia, parla con slogan preconfezionati, come un disco rotto. Nanofobico come son diventato ormai, vedo nanetti ovunque.
LEGGI TUTTO »
di Matteo D’Agostino
Umberto Galimberti, noto filosofo italiano e Francesco Bucci a confronto.
Qualche giorno fa mi è stata recapitata una mail da un tale Francesco Bucci, perfetto sconosciuto, ne riporto il contenuto:
Oggetto:
Umberto Galimberti
Informo che sarà prossimamente in libreria il mio libro “Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale” (Coniglio Editore), di cui allego parte dell’Introduzione.La rivista LEFT, nel numero in edicola, dedica al libro tre pagine.Cordiali saluti
Francesco Bucci
Mi sono stupito visto che io non conosco assolutamente tal Bucci e non ho capito come sia giunto a contattarmi…
LEGGI TUTTO »
di stefano facci
Immigrati di oggi e di ieri: stessi stereotipi, identiche paure, uguale disprezzo.
Vi propongo qualche stralcio di articoli che uscivano sul finire dell’Ottocento e l’inizio del Novecento sui principali quotidiani nazionali dei paesi ospitanti le grandi masse di emigranti in movimento in quel periodo.
“È noto che questi immigrati hanno minor controllo di sé e fra di loro l’impulso omicida scoppia come una fiammata di polvere da sparo.” USA, 1904
“Le loro adunanze propagano opinioni sediziose con manifesta tendenza ad atti criminosi.” USA, 1891
LEGGI TUTTO »
di Alberto Ballardin
Elsa Morante
“Il capo del Governo si macchiò ripetutamentedurante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto
che al giusto. LEGGI TUTTO »












Pannello di amministrazione