Povero Di Pietro ci risiamo…

di Matteo D’Agostino

A distanza di pochi anni, Tonin Checc’azzecca di Pietro è ricaduto nell’abisso.
La sua agenda mentale da sceriffo di quartiere di tanto in tanto torna in auge e il poveretto si rifa servo, più che alleato, del sistema che sostiene di combattere.
A che pro, dopo una dolorosa manifestazione i cui comprensibili intenti sono stati oscurati da alcuni gruppi violenti, se ne è voluto piombare sulle televisioni italiane, con sguardo incattivito e minaccioso, quale paladino di legislazioni speciali e pene esemplari?
Venendo così in in aiuto alle frange più spregevoli della politica italiana odierna… e fornendo il suo preziosissimo contributo all’oscuramento mediatico delle ragioni della manifestazione.
povero-di-pietro-manifestazioneMa checc’azzecca, mi verrebbe da chiedergli, l’inasprimento delle pene con la volontà di evitare violenze alle manifestazioni? Ma perché, non c’è già abbastanza legislazione in grado di garantire la libertà di manifestare?
Cosa dobbiamo fare Di Pietro? Vorresti forse ripristinare dal lieto esempio del G8 2001 (a te forse gradito), la flagellazione in caserma per i fermati?
O si tratta semplicemente di organizzare e prevenire in anticipo queste situazioni senza straparlare a vanvera?
Ma chi non sapeva che sarebbero accadute queste cose? Come è possibile che non si siano intercettate bande di persone che si organizzavano pubblicamente via web per rovinare la manifestazione? Dov’era Maroni in queste settimane? In spiaggia? Dov’eravate tutti voi parlamentari?
Un po’ dalle Olgettine ed un po’ sull’Aventino?
Non può non tornare in mente, pensando a Di Pietro, com’è ovvio, il suo affossamento, qualche annetto fa, della commissione di inchiesta sul G8 di Genova, in accoppiata con Mastella ed ai danni dell’allora governo Prodi, con successivo ripensamento a dir poco tardivo.
Si comprende appieno, proprio da questa sua incoerenza di Movimentista urlatore dimezzato, a tratti Anti-Movimentista col manganello in mano, la sua lacuna principale: la mancanza di un’idea sul futuro.
Una prospettiva a lungo termine.
Un’idea che non sia solo contro, ma che tenda a costruire qualche cosa di nuovo.
Come vorrebbe, il Signor Pena Esemplare, il pianeta del domani?
Ai posteri l’infausta sentenza…

Intanto, da parte mia, un grazie ai poliziotti in piazza sabato che pare si siano comportati in gran parte in modo ammirevole. E ai manifestanti pacifici che hanno tentato di collaborare e dialogare con le forze dell’ordine.
Genova 2001, con le sue violenze in divisa e soprusi fascisti, è lontana anni luce per fortuna.
Nonostante Di Pietro, Maroni e Morti Viventi vari.

E speriamo che i morti stiano presto zitti e che si ricominci finalmente a parlare di indignazione giovanile e di nuovi modelli di sviluppo (o sana decrescita)…

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