REFERENDUM 12 E 13 GIUGNO: PREVISTI CATACLISMI SU TUTTA LA PENISOLA


di stefano facci

Referendum su privatizzazione dell’acqua, ritorno al nucleare e legittimo impedimento: previsti cataclismi in Italia

referendum 12 e 13 giugno 2011 su privatizzazione dell'acqua, ritorno al nucleare e legittimo impedimento: i servizi giornalistici

referendum 12 e 13 giugno 2011 su privatizzazione dell'acqua, ritorno al nucleare e legittimo impedimento: i servizi giornalistici

Di tutto abbiamo bisogno meno che di leggere l’ennesimo servizio giornalistico che ci parli del meteo. Già i telegiornali ci bombardano con le solite minchiate sul caldo record d’estate e sul gelo record d’inverno. Si raccomanda di bere tanta acqua per non disidratarsi e di coprirsi bene per non morire assiderati. Purtroppo però sono costretto ad allertare tutti i cittadini italiani che fra qualche giorno arriverà sul belpaese una serie di cataclismi che rischiano di segnare il nostro territorio in maniera molto pesante, con probabili ripercussioni sugli edifici e sulle persone. Proveremo a dare alcune indicazioni e avvertimenti utili per sfuggire alle avversità meteorologiche che si abbatteranno su tutta la penisola, isole comprese.

Da tutti e quattro i punti cardinali soffieranno raffiche di vento a oltre 100 km all’ora e all’incrocio di queste correnti, fra l’altro di diverse temperature, si scateneranno delle trombe d’aria di dimensioni abnormi correlate da tempeste estive che, dove non causassero nubifragi e alluvioni, per l’enorme carica voltaica scatenata dai campi magnetici minaccerà d’incendiare vaste aree boschive. La contingenza del crearsi di questi giganteschi campi magnetici avrà forti ripercussioni geotermiche, tanto che i maggiori geologi e vulcanologi prevedono un drastico risveglio delle attività magmatiche presenti e silenti nei “cuori” dei maggiori vulcani ancora attivi nel territorio nazionale. Qualche burlone paventa addirittura il risveglio del Vesuvio, che però per gli esperti pare scongiurato, anche se gli stessi affermano che in effetti ci sarà anche per il vulcano partenopeo qualche lieve segnale di vita. Conseguente a questo risveglio di massa i sismologi hanno già allertato tutti gli effettivi e i volontari della protezione civile in funzione della più catastrofica delle previsioni in quanto a movimenti tellurici. Un prospettino mica male, direte. Ma non è finita qui. Le prime predisposizioni della protezione civile, per evitare l’ecatombe di probabili vittime, dicono che si è già interrotto il servizio dei traghetti verso tutte le isole, maggiori e minori, e qualora venissero scoperti dei contravventori a queste norme, che con qualche yacht privato cercassero di fare la cresta sulle tratte proibite, le capitanerie di porto e le guardie costiere sono autorizzate ad arrestare sia loro che i passeggeri e se non dovessero obbedire all’imposizione di fermo data possono addirittura aprire il fuoco verso le imbarcazioni fino a procurarne l’affondamento. Anche su tutte le coste che orlano la penisola e le isole del paese verrà a breve decretato il divieto assoluto di balneazione; le spiagge verranno chiuse e addirittura si prospetta un divieto di accesso a tutte le località che non distino almeno 3 chilometri dal bagnasciuga. Qui la protezione civile non si è sprecata troppo in dettagli, ma qualche talassologo in contatto coi sismologi ha spifferato che potranno esserci degli tsunami simili a quelli visti pochi mesi fa in Giappone (con la sola magra consolazione che da noi non vi sono centrali nucleari). Non se la passano meglio coloro che risiedono in montagna o vivono nei pressi dei laghi, siano questi di valle o di pianura. I vari movimenti della terra previsti causeranno con ogni probabilità ingenti frane su tutti i territori dell’arco alpino, appenninico e delle zone montuose lungo tutto il nostro territorio. L’interdizione all’accesso ai laghi è una precauzione già messa in atto dalle autorità preposte per evitare che le frane delle zone montuose possano riversarsi nei bacini provocando il tristemente noto effetto Vajont. Stesso discorso vale per i laghi di pianura che saranno investiti da moti tellurici tali da causare spaventose esondazioni delle acque la cui forza come è noto potrebbe spazzar via tutto ciò che vi sia in prossimità delle rive. Per il prossimo weekend si prevede quindi un’apocalisse vera e propria ed è proprio per questo che tutti gli esperti consigliano, o meglio, ordinano a tutti i cittadini, di mare, di pianura o di monte, isolani o del continente, di starsene serenamente presso le proprie abitazioni, rifugi considerati come gli unici sicuri in casi come questi. Tutti i comuni terranno comunque aperti gli edifici pubblici come scuole, patronati e sale comunali per offrire riparo a chi dovesse trovarsi in difficoltà. Gli esperti precisano infine che la situazione tornerà alla normalità nel primo pomeriggio di lunedì 13 giugno, a partire dalle ore 15 circa, momento in cui si avrà la certezza che il peggio sia scongiurato.

P.S. Ricordo infine che trattandosi di un weekend sciagurato in cui ci si dovrà probabilmente ammazzare di noia, in concomitanza di questa due giorni da paura, tutti i cittadini potranno dare una sterzata alla monotonia andando ad esprimere il proprio SI al referendum che abrogherà le porcate di questo governo in merito al ritorno al nucleare, alla privatizzazione dell’acqua e al legittimo impedimento salva-nani.

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